Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2026
La Francia combina un’imposta progressiva sul reddito calcolata a livello del nucleo familiare con regole separate per redditi da investimento, contributi sociali, immobili e strumenti di risparmio fiscalmente agevolati. Dal 2026, il prelievo forfettario standard applicabile a numerosi dividendi, interessi e plusvalenze su titoli è pari al 31,4%: 12,8% di imposta sul reddito più 18,6% di contributi sociali.
Questa aliquota non si applica però indistintamente a ogni forma di reddito. Un PEA può rendere le plusvalenze esenti dall’imposta sul reddito dopo cinque anni, l’assurance-vie segue regole legate all’età del contratto e alla data dei versamenti, le minusvalenze su titoli possono essere compensate soltanto entro determinati limiti e le plusvalenze immobiliari sono soggette a un regime distinto. Anche i conti esteri comportano obblighi dichiarativi particolarmente importanti.
Questa guida illustra le principali regole del 2026 per lavoratori dipendenti, investitori, proprietari immobiliari, freelance e persone che si trasferiscono da o verso la Francia.
Panoramica fiscale — i principali dati in sintesi
| Tipologia d’imposta | Aliquota o soglia 2026 | Note |
|---|---|---|
| Imposta sul reddito delle persone fisiche | 0%–45% | Scala progressiva familiare per i redditi 2025 dichiarati nel 2026 |
| PFU standard | 31,4% | 12,8% di imposta sul reddito più 18,6% di contributi sociali su numerosi rendimenti finanziari |
| Plusvalenze su titoli | 31,4% nel regime ordinario | È possibile esercitare un’opzione globale per la scala progressiva |
| Dividendi e interessi | 31,4% nel regime ordinario | Prodotti speciali e opzione per la scala progressiva possono modificare il trattamento |
| Limite dei versamenti PEA | 150.000 € | Limite complessivo di 225.000 € con un PEA-PME; le plusvalenze possono diventare esenti dall’imposta sul reddito dopo cinque anni |
| Franchigia assurance-vie dopo 8 anni | 4.600 € / 9.200 € | Franchigia annua sui guadagni per una persona single / una coppia soggetta a tassazione congiunta |
| Contributi a carico del dipendente | Variabili | Più contributi, con basi e massimali differenti; non esiste un’unica aliquota universale |
| Contributi a carico del datore di lavoro | Variabili | Dipendono da stipendio, dimensione dell’organico, località, rischio e riduzioni applicabili |
| Imposta sul reddito delle società | 25% | Aliquota ordinaria, con possibile aliquota ridotta per PMI che soddisfano i requisiti |
| IVA ordinaria | 20% | Francia metropolitana |
| IVA ridotta | 10%, 5,5%, 2,1% | Specifica per categoria; sono previste anche l’aliquota dello 0% ed esenzioni |
| Imposta sul patrimonio immobiliare (IFI) | 0%–1,5% | Obbligo dichiarativo quando il patrimonio immobiliare netto imponibile supera 1,3 milioni di euro |
| Imposta immobiliare | Locale | La taxe foncière dipende dal valore catastale e dalle aliquote locali |
| Imposta di successione e donazione | Dipende dal rapporto di parentela | Franchigie e aliquote variano sensibilmente in base al beneficiario |
| Imposta patrimoniale generale | Nessuna | L’IFI riguarda esclusivamente il patrimonio immobiliare qualificato |
| Anno fiscale | Anno solare | La campagna dichiarativa 2026 riguarda generalmente i redditi 2025 |
| Scadenze dichiarative 2026 | 19 maggio–4 giugno | La data dipende dalla modalità di presentazione e dal dipartimento |
| Autorità fiscale | DGFiP | impots.gouv.fr |
Residenza fiscale in Francia
La normativa interna francese può considerare una persona fiscalmente residente quando è soddisfatto anche uno solo dei principali criteri:
- il nucleo familiare o l’abitazione familiare permanente si trova in Francia;
- la Francia rappresenta il luogo principale di soggiorno;
- l’attività professionale principale viene esercitata in Francia, salvo che sia accessoria; oppure
- la Francia costituisce il centro degli interessi economici.
La regola dei 183 giorni, spesso citata, non è quindi l’unico criterio. Un coniuge e i figli che rimangono in Francia, l’esercizio dell’attività professionale principale nel Paese oppure la gestione del patrimonio dalla Francia possono essere elementi decisivi anche quando il numero di giorni trascorsi nel territorio è inferiore.
I residenti fiscali francesi dichiarano generalmente redditi e plusvalenze prodotti in tutto il mondo. I non residenti dichiarano invece normalmente soltanto i redditi di fonte francese sui quali la Francia conserva il diritto di imposizione. Se la legislazione interna di due Paesi considera la stessa persona residente, la convenzione contro le doppie imposizioni applicabile esamina normalmente abitazione permanente, centro degli interessi vitali, dimora abituale e cittadinanza.
In alcune situazioni familiari transfrontaliere particolari, la residenza può differire tra coniugi, anche se la Francia può continuare ad applicare una tassazione congiunta del nucleo familiare. Le date di arrivo e partenza incidono sui redditi mondiali che devono essere inclusi nella dichiarazione francese ed è quindi opportuno conservare prove documentali adeguate.
Imposta sul reddito in Francia
La Francia calcola l’imposta sul reddito delle persone fisiche a livello del nucleo familiare attraverso il quotient familial. Il reddito netto imponibile del nucleo viene diviso per il numero di quote fiscali, al reddito per quota così ottenuto viene applicata la scala progressiva e il risultato viene successivamente moltiplicato per il numero delle quote. Il vantaggio derivante dalle quote aggiuntive è soggetto a limiti in numerosi casi.
Scala 2026 per i redditi 2025
| Reddito imponibile per quota | Aliquota marginale |
|---|---|
| Fino a 11.600 € | 0% |
| 11.601–29.579 € | 11% |
| 29.580–84.577 € | 30% |
| 84.578–181.917 € | 41% |
| Oltre 181.917 € | 45% |
Questi sono gli scaglioni definitivi applicabili nel 2026. Il Ministero dell’Economia francese conferma la scala 2026.
I redditi da lavoro dipendente beneficiano normalmente di una deduzione forfettaria del 10% per spese professionali, entro limiti annuali minimi e massimi. Il contribuente può invece scegliere di dedurre le spese professionali effettive quando ciò risulta più conveniente, purché siano adeguatamente documentate.
I nuclei familiari con redditi elevati possono inoltre essere soggetti alla contribution exceptionnelle sur les hauts revenus, che generalmente si applica a partire da un revenu fiscal de référence di 250.000 € per una persona single o 500.000 € per una coppia tassata congiuntamente. Inoltre, la CDHR è stata rinnovata per il 2026 e può portare l’onere complessivo derivante dall’imposta sul reddito e dal contributo sui redditi elevati a un minimo del 20% su una base rettificata, nel rispetto di soglie e aggiustamenti specifici.
Esempio di calcolo dello stipendio
Un dipendente single del settore privato con uno stipendio lordo annuo di 50.000 € non applica direttamente la scala dell’imposta sul reddito all’intero importo lordo. I contributi sociali del lavoratore riducono prima il netto, mentre il salaire net imposable include determinate componenti contributive non deducibili; successivamente la deduzione professionale del 10% riduce normalmente la base imponibile.
A seconda della posizione professionale e dei benefici accessori, lo stipendio netto prima dell’imposta sul reddito può collocarsi indicativamente tra 39.000 € e 40.000 €. Per una persona single senza familiari a carico, l’imposta progressiva potrebbe poi aggirarsi intorno a 4.000–5.000 €, riscossa tramite ritenuta alla fonte. Il risultato esatto dipende dalla qualifica dirigenziale, pensione complementare, assicurazione sanitaria, benefici aziendali e situazione familiare.
Per una stima interattiva è possibile utilizzare il calcolatore Finorum dello stipendio netto in Francia.
Previdenza sociale e contributi sul lavoro
La Francia non dispone di un’unica aliquota contributiva a carico del dipendente o del datore di lavoro. Ogni contributo ha una propria base imponibile, un proprio massimale e specifiche esenzioni.
| Soggetto | Principale contributo | Trattamento indicativo 2026 |
|---|---|---|
| Dipendente | Assicurazione pensionistica di base | 6,90% fino al massimale previdenziale più 0,40% senza massimale |
| Dipendente | CSG | 9,20% complessivo, generalmente sul 98,25% della retribuzione lorda entro il relativo limite; soltanto una parte è deducibile dall’imposta sul reddito |
| Dipendente | CRDS | 0,50%, generalmente sulla stessa base rettificata |
| Dipendente | Pensione complementare | Variabile per fascia e qualifica |
| Datore di lavoro | Salute/maternità/invalidità/decesso | Generalmente 13%, con possibile aliquota ridotta del 7% |
| Datore di lavoro | Assicurazione pensionistica di base | 8,55% entro il massimale più 2,11% senza massimale |
| Datore di lavoro | Assegni familiari | Generalmente 5,25%, con possibile aliquota ridotta del 3,45% |
| Datore di lavoro | Assicurazione contro la disoccupazione | 4,00% entro il massimale annuo |
| Datore di lavoro | Altri contributi | Variabili |
Il massimale annuo della previdenza sociale è pari a 48.060 € nel 2026. Le riduzioni applicabili alle retribuzioni più basse possono diminuire sensibilmente il costo del datore di lavoro, mentre località e dimensione dell’organico incidono su altri contributi. Componenti e basi aggiornate sono pubblicate da URSSAF.
Franchigie, crediti e deduzioni
La Francia utilizza deduzioni e crediti specifici per categoria anziché una franchigia personale universale. Tra le principali agevolazioni figurano:
- la deduzione del 10% per spese professionali o, in alternativa, le spese effettive documentate;
- assegni alimentari deducibili e contributi qualificati a piani pensionistici;
- crediti d’imposta per spese di assistenza all’infanzia e servizi alla persona;
- crediti o riduzioni per donazioni e determinati investimenti;
- la décote per i nuclei familiari con un’imposta calcolata relativamente contenuta.
Le riduzioni d’imposta possono soltanto ridurre l’imposta fino a zero, mentre i crediti rimborsabili possono generare un pagamento a favore del contribuente. Quote familiari, figli a carico e affidamento condiviso incidono anch’essi sul calcolo, nel rispetto dei limiti del quotient familial.
Redditi da investimento e plusvalenze
PFU standard
Dal 2026, numerose plusvalenze su titoli, dividendi e interessi sono assoggettati nel regime ordinario al prélèvement forfaitaire unique del 31,4%:
- 12,8% di imposta sul reddito;
- 18,6% di contributi sociali.
L’aumento rispetto alla precedente aliquota complessiva del 30% riflette l’incremento dei contributi sociali applicabili. La guida DGFiP sulle plusvalenze mobiliari conferma l’aliquota complessiva del 31,4%.
Il contribuente può optare nel modulo 2042, casella 2OP, per la scala progressiva dell’imposta sul reddito. Come indicato nella guida ufficiale alla dichiarazione 2026, l’opzione è globale per i redditi finanziari e le plusvalenze su titoli qualificati dell’intero anno e non può essere scelta separatamente per ciascuna attività. Può risultare favorevole per i nuclei familiari con un’aliquota marginale bassa o che possono beneficiare dell’abbattimento sui dividendi e della CSG deducibile, ma in altri casi può aumentare l’imposizione complessiva.
Azioni e plusvalenze ordinarie su titoli
La plusvalenza imponibile corrisponde generalmente al prezzo di vendita meno il costo di acquisto e le spese ammissibili. Non esiste una franchigia generale annuale sulle plusvalenze e non è prevista un’esenzione completa per il solo fatto che le azioni quotate siano state detenute per diversi anni.
Le minusvalenze su titoli vengono compensate con plusvalenze della stessa natura realizzate nello stesso anno. Il contribuente può scegliere quali plusvalenze correnti utilizzare per assorbirle. Le minusvalenze non utilizzate possono essere riportate per dieci anni, ma normalmente non possono compensare dividendi, interessi, stipendi o plusvalenze immobiliari.
Vecchie riduzioni legate al periodo di possesso possono continuare a essere rilevanti, nel regime progressivo, per determinate azioni acquistate prima del 1° gennaio 2018 e per alcune cessioni d’impresa. Non costituiscono un’agevolazione generale per i nuovi investimenti.
Per stimare una vendita è possibile utilizzare il calcolatore Finorum dell’imposta sulle plusvalenze in Francia.
ETF e fondi di investimento
La tassazione francese ordinaria degli ETF segue generalmente il principio del realizzo. I redditi trattenuti all’interno di un fondo ad accumulazione non generano normalmente ogni anno un reddito presunto per un investitore privato soltanto perché aumenta il valore patrimoniale netto del fondo. L’imposta sorge quando le quote vengono vendute oppure quando viene effettuata una distribuzione imponibile.
Gli ETF a distribuzione possono erogare dividendi, redditi assimilabili a interessi o altre distribuzioni. La relativa classificazione incide sulla dichiarazione e sull’eventuale credito convenzionale. La qualifica UCITS, di per sé, non comporta un’aliquota francese ridotta.
Un ETF può essere ammesso in un PEA se soddisfa i requisiti giuridici del piano, compresa la possibilità di utilizzo di determinate repliche sintetiche autorizzate. L’ammissibilità deve essere verificata per lo specifico ISIN: essere semplicemente un ETF UCITS quotato nell’UE non è sufficiente.
Dividendi
Nel regime PFU standard, i dividendi imponibili sono soggetti al 31,4% senza l’abbattimento del 40%. Al momento del pagamento vengono comunemente applicati un acconto non definitivo del 12,8% sull’imposta sul reddito e i contributi sociali, con successivo conguaglio nella dichiarazione; la guida DGFiP sui redditi mobiliari illustra la distinzione.
Con l’opzione globale per la scala progressiva, i dividendi qualificati beneficiano generalmente di un abbattimento del 40% ai fini dell’imposta sul reddito. I contributi sociali si applicano invece sulla base lorda qualificata e una parte della CSG può essere deducibile dal calcolo dell’anno successivo. Distribuzioni provenienti da giurisdizioni non cooperative, determinate società immobiliari e distribuzioni presunte potrebbero non beneficiare dell’abbattimento.
I dividendi esteri devono essere dichiarati al lordo. Un credito convenzionale può coprire la ritenuta applicata nello Stato della fonte entro i limiti previsti dalla convenzione. Se all’estero è stata applicata una ritenuta superiore, il rimborso dell’eccedenza deve generalmente essere richiesto nel Paese della fonte, anziché riconosciuto come credito in Francia.
Interessi e prodotti di liquidità
Gli interessi ordinari rientrano generalmente nel PFU del 31,4% oppure nell’opzione globale per la scala progressiva. Prodotti francesi regolamentati come Livret A, LDDS e LEP restano esenti dall’imposta sul reddito e dai contributi sociali quando sono rispettati requisiti e massimali previsti dalla legge; il Ministero dell’Economia mantiene una panoramica ufficiale dei prodotti di risparmio regolamentati.
PEL, CEL, obbligazioni, prestiti tra privati e depositi esteri seguono regole che dipendono dal prodotto e dalla data di apertura. Non bisogna dedurre automaticamente l’esenzione dalla semplice denominazione francese «conto di risparmio».
PEA, assurance-vie e conti pensionistici
Plan d’Épargne en Actions (PEA)
Un PEA consente di detenere azioni europee qualificate e determinati fondi fiscalmente agevolati. Il PEA ordinario accetta fino a 150.000 € di versamenti in denaro. Il PEA-PME può aumentare il limite complessivo a 225.000 €, fermo restando che il PEA ordinario non può superare 150.000 €.
Prima dei cinque anni, un prelievo comporta generalmente la chiusura del piano e l’applicazione dell’imposta sul reddito sulla plusvalenza, salvo specifiche eccezioni. Dopo cinque anni, i prelievi non comportano normalmente la chiusura e le plusvalenze sono esenti dall’imposta sul reddito, mentre restano dovuti i contributi sociali. Per le plusvalenze storiche può essere necessario distinguere le aliquote applicabili nei vari periodi.
È consentito un solo PEA e un solo PEA-PME per ciascun contribuente adulto. Azioni statunitensi, normali obbligazioni, criptovalute e la maggior parte dei fondi non qualificati non possono essere detenuti direttamente.
Assurance-vie
L’assurance-vie consente il differimento fiscale finché il capitale rimane nel contratto. In caso di prelievo, soltanto la componente di guadagno è imponibile. Il trattamento dipende dall’età del contratto e dalla data in cui sono stati effettuati i versamenti.
Per i contratti con più di otto anni, le regole ufficiali sull’assurance-vie prevedono una franchigia annuale sui guadagni imponibili pari a 4.600 € per una persona single e 9.200 € per una coppia soggetta a tassazione congiunta. Per i premi versati dopo il 27 settembre 2017, le plusvalenze qualificate collegate a versamenti fino a 150.000 € possono beneficiare, dopo otto anni, di un’aliquota dell’imposta sul reddito del 7,5%; gli importi eccedenti sono generalmente soggetti al 12,8%. I contributi sociali restano dovuti, mentre alcuni prodotti assurance-vie continuano a essere soggetti all’aliquota del 17,2% nell’ambito dell’eccezione prevista per il 2026.
La tassazione del beneficiario in caso di decesso segue regole separate, basate sull’età dell’assicurato al momento del versamento, sul beneficiario e sull’importo. L’assurance-vie non è semplicemente un conto titoli esente da imposte.
Plan d’Épargne Retraite (PER)
I contributi qualificati a un PER possono essere dedotti entro un limite individuale. Dal 2026, i versamenti volontari effettuati dopo i 70 anni non sono più deducibili e sono cambiate le regole di riporto dei massimali inutilizzati. Il vantaggio fiscale dipende dall’aliquota marginale del contribuente, mentre i prelievi vengono tassati in modo diverso a seconda che rappresentino contributi precedentemente dedotti, plusvalenze, rendita o capitale. Il prelievo anticipato è limitato ai casi previsti dalla legge, tra cui determinate situazioni di difficoltà e l’acquisto dell’abitazione principale.
Tassazione delle criptovalute
Le plusvalenze derivanti dalla gestione privata di attività digitali sono soggette al PFU, ora pari al 31,4%. L’attività professionale è tassata secondo le regole dei redditi professionali, generalmente BNC, e non viene definita semplicemente dal numero di operazioni. Il mining rientra normalmente nel regime BNC.
Un evento imponibile si verifica generalmente quando la cripto-attività viene scambiata con valuta fiat, beni, servizi o un’attività non digitale. Gli scambi tra cripto-attività beneficiano invece di un regime di differimento per i portafogli privati, a differenza di quanto avviene in numerosi altri Paesi. La plusvalenza netta annua viene calcolata utilizzando la formula francese basata sul valore complessivo del portafoglio, anziché un semplice metodo FIFO applicato a ciascun token.
Se il totale delle cessioni imponibili effettuate dal nucleo familiare durante l’anno non supera 305 €, le plusvalenze private sono esenti. Le minusvalenze possono compensare le plusvalenze private su attività digitali dello stesso anno, ma generalmente non possono essere riportate agli anni successivi. La soglia e il metodo di dichiarazione delle operazioni sono illustrati nelle istruzioni ufficiali del modulo 2086.
Le cessioni imponibili vengono indicate in dettaglio nel modulo 2086 e riportate nel modulo 2042-C. I conti esteri di attività digitali possono richiedere il modulo 3916-bis. La DGFiP conferma l’aliquota 2026 nella propria guida alla dichiarazione degli asset digitali.
Redditi da locazione e imposte immobiliari
I redditi derivanti da locazioni non arredate sono normalmente classificati come revenus fonciers. Il regime micro-foncier riconosce generalmente una deduzione forfettaria del 30% quando il canone lordo qualificato non supera 15.000 €. Il regime reale consente invece di dedurre le spese documentate e può generare un deficit foncier, soggetto a limiti annuali e regole di riporto.
Le locazioni arredate sono generalmente classificate come redditi BIC. Franchigie e soglie del regime micro-BIC variano tra locazione arredata a lungo termine, strutture turistiche classificate e affitti brevi non classificati. La locazione arredata professionale può comportare contributi sociali e diverse regole sulle plusvalenze. La semplice definizione utilizzata da una piattaforma non determina il trattamento fiscale.
Anche i redditi da locazione sono soggetti ai contributi sociali. A differenza della maggior parte dei redditi finanziari, i redditi immobiliari francesi restano nell’eccezione prevista per il 2026 e sono generalmente soggetti al 17,2%, non al 18,6%, come spiegato nel riepilogo del Ministero dell’Economia sulle modifiche CSG 2026. Le persone assicurate in un altro sistema UE/SEE/svizzero possono in determinati casi evitare CSG/CRDS e pagare invece il prélèvement de solidarité del 7,5%.
Per una prima simulazione è possibile utilizzare il calcolatore Finorum delle imposte sui redditi da locazione in Europa.
I proprietari pagano la taxe foncière, basata sul valore locativo catastale e sulle aliquote locali. La taxe d’habitation è stata abolita per le abitazioni principali, ma resta rilevante per le seconde case e determinate abitazioni sfitte. I comuni situati in zone ad alta domanda possono applicare una maggiorazione sulle seconde case.
La plusvalenza sulla vendita dell’abitazione principale è normalmente esente. Le altre plusvalenze immobiliari dirette sono generalmente soggette al 19% di imposta sul reddito più 17,2% di contributi sociali, con una possibile sovrattassa sulle plusvalenze elevate. Le riduzioni legate al periodo di possesso determinano l’esenzione completa dall’imposta sul reddito dopo 22 anni e dai contributi sociali dopo 30 anni, come confermato dalla guida DGFiP 2026 sulle plusvalenze immobiliari. I contribuenti LMNP che utilizzano il regime reale devono ora generalmente reintegrare gli ammortamenti dedotti nel calcolo della plusvalenza per le vendite interessate dalla riforma.
Imposta sul patrimonio immobiliare (IFI)
L’IFI si applica quando il patrimonio immobiliare netto imponibile del nucleo familiare al 1° gennaio supera 1,3 milioni di euro. Una volta superata la soglia, il calcolo inizia da 800.000 €.
| Patrimonio immobiliare netto imponibile | Aliquota |
|---|---|
| Fino a 800.000 € | 0% |
| 800.001–1.300.000 € | 0,5% |
| 1.300.001–2.570.000 € | 0,7% |
| 2.570.001–5.000.000 € | 1,0% |
| 5.000.001–10.000.000 € | 1,25% |
| Oltre 10.000.000 € | 1,5% |
L’abitazione principale beneficia normalmente di una riduzione del valore del 30%. Gli immobili professionali qualificati e determinati beni d’impresa possono essere esenti. La deducibilità dei debiti è soggetta a limitazioni, in particolare per grandi patrimoni e prestiti tra parti correlate.
I residenti francesi includono generalmente il patrimonio immobiliare imponibile detenuto in tutto il mondo. I nuovi residenti che non sono stati fiscalmente residenti in Francia durante i cinque anni solari precedenti beneficiano generalmente di un periodo di cinque anni durante il quale l’IFI è limitato agli immobili situati in Francia. I non residenti sono normalmente soggetti a imposta soltanto sugli interessi immobiliari francesi qualificati. La pagina ufficiale sul calcolo dell’IFI conferma la scala.
Imposte sulle successioni e donazioni
La Francia utilizza franchigie basate sul rapporto di parentela che, per le donazioni effettuate in vita, si rinnovano generalmente ogni 15 anni; la guida Service Public sulle donazioni spiega come franchigia e aliquota dipendano dal rapporto tra donante e beneficiario.
Tra le principali franchigie figurano:
- 100.000 € tra ciascun genitore e ciascun figlio;
- 80.724 € per le donazioni tra coniugi o partner PACS;
- 31.865 € per le donazioni a un nipote in linea discendente;
- 15.932 € per un fratello o una sorella;
- 7.967 € per un nipote o una nipote;
- un’ulteriore franchigia di 159.325 € per un beneficiario con disabilità che soddisfa i requisiti.
Coniugi e partner PACS sono esenti dall’imposta di successione, anche se un partner PACS deve essere indicato nel testamento per poter ereditare. Figli e genitori sono soggetti ad aliquote progressive dal 5% al 45% dopo la franchigia. Fratelli e sorelle sono generalmente soggetti al 35% e al 45%; i beneficiari non imparentati sono normalmente tassati al 60% dopo una franchigia limitata.
Le donazioni di denaro qualificate effettuate da un donante di età inferiore a 80 anni a un figlio adulto, a un nipote o a un determinato nipote in linea collaterale possono beneficiare di un’esenzione separata di 31.865 €. Una misura temporanea 2025–2026 relativa alle donazioni di denaro destinate all’abitazione può offrire fino a 100.000 € per coppia donante-beneficiario e 300.000 € per beneficiario, nel rispetto di rigorosi requisiti di utilizzo e tempistica.
Le successioni internazionali possono essere tassate in funzione della residenza del defunto, della precedente residenza del beneficiario e della localizzazione dei beni. Le convenzioni in materia di successioni e donazioni sono meno numerose di quelle relative all’imposta sul reddito.
Lavoratori autonomi
I redditi da lavoro autonomo vengono classificati come BIC, BNC o redditi agricoli. I regimi micro-entreprise applicano deduzioni forfettarie basate sul fatturato anziché dedurre le spese effettive; i regimi reali tassano invece l’utile effettivo. Le soglie IVA sono separate da quelle previste per il regime fiscale micro.
I contributi sociali dipendono dall’attività, dalla forma giuridica, dall’utile e dal fatto che la persona operi come imprenditore individuale, micro-entrepreneur o amministratore di società. I micro-entrepreneur versano generalmente una percentuale del fatturato, mentre gli altri lavoratori indipendenti pagano contributi sul reddito professionale, con acconti e importi minimi.
L’ACRE può ridurre temporaneamente i contributi per determinate nuove attività. Il versement libératoire consente di combinare imposta sul reddito del regime micro e contributi sociali soltanto quando il revenu fiscal de référence del nucleo familiare e le altre condizioni soddisfano i requisiti.
Imposta sulle società
L’aliquota ordinaria dell’imposta sul reddito delle società è pari al 25%. Le piccole e medie imprese che soddisfano i requisiti possono applicare un’aliquota del 15% sui primi 42.500 € di utile, nel rispetto delle condizioni relative a fatturato, proprietà e capitale interamente versato.
Le società possono inoltre essere soggette a IVA, imposte sulle retribuzioni, cotisation foncière des entreprises (CFE), regole sulla contribution sur la valeur ajoutée durante il relativo processo di eliminazione/riforma, ritenute e tributi settoriali. I dividendi non sono deducibili.
Consolidato fiscale francese, esenzione delle partecipazioni (participation exemption), limiti al riporto delle perdite, restrizioni sugli interessi, prezzi di trasferimento, CFC e Pillar Two possono incidere sui gruppi societari. Una società estera gestita o operante dalla Francia può diventare fiscalmente residente oppure creare una stabile organizzazione francese.
Redditi esteri, conti e convenzioni fiscali
I residenti dichiarano generalmente il reddito mondiale tramite il modulo 2047 e la relativa sezione della dichiarazione principale. Le convenzioni possono concedere un credito pari all’imposta estera, un credito pari all’imposta francese oppure un’esenzione con progressione, in funzione del trattato e della tipologia di reddito.
Conti bancari, conti di pagamento, conti di brokeraggio e determinati contratti assicurativi esteri aperti, detenuti, utilizzati o chiusi durante l’anno richiedono generalmente il modulo 3916/3916-bis. I conti esteri di attività digitali sono soggetti ad analoghi obblighi dichiarativi. L’entità giuridica e il Paese in cui il conto è formalmente detenuto sono importanti: un marchio noto di intermediazione finanziaria può servire clienti francesi tramite una società francese oppure estera.
La mancata dichiarazione di un conto estero soggetto all’obbligo può comportare sanzioni per conto e per anno, più elevate per i conti situati in giurisdizioni non cooperative. Dichiarare i redditi non sostituisce la dichiarazione del conto e dichiarare il conto non sostituisce la dichiarazione dei redditi.
La Francia applica inoltre un regime di imposta in uscita (exit tax) su partecipazioni rilevanti e plusvalenze differite quando il contribuente trasferisce la propria residenza all’estero. Il regime riguarda generalmente soggetti con un sufficiente periodo precedente di residenza francese e partecipazioni che superano determinate soglie di valore o proprietà. Il differimento automatico o su richiesta e gli obblighi annuali dipendono dal Paese di destinazione e dalle attività detenute.
Dichiarazione e pagamento
L’imposta sul reddito viene riscossa tramite ritenuta alla fonte su stipendi e pensioni e tramite acconti su redditi come locazioni e lavoro autonomo. La dichiarazione annuale determina il debito fiscale definitivo del nucleo familiare e i crediti d’imposta e consente di dichiarare i redditi da investimento.
Per la campagna 2026 relativa ai redditi 2025, il calendario ufficiale DGFiP era:
| Modalità/località di presentazione | Scadenza |
|---|---|
| Dichiarazione cartacea | 19 maggio 2026 |
| Online, dipartimenti 01–19 e non residenti | 21 maggio 2026 |
| Online, dipartimenti 20–54 | 28 maggio 2026 |
| Online, dipartimenti 55–974/976 | 4 giugno 2026 |
Tra i moduli più comuni figurano 2042, 2042-C, 2044 per i redditi immobiliari, 2047 per i redditi esteri, 2074 per determinati calcoli su titoli, 2086 per attività digitali e 3916/3916-bis per i conti esteri. La procedura online genera spesso gli allegati necessari sulla base delle risposte fornite durante la compilazione.
È opportuno conservare estratti che dimostrino costo di acquisto, dividendi, ritenute, imposte estere e tassi di cambio. Anche un prospetto fiscale francese prodotto da un broker estero deve essere verificato rispetto alle definizioni fiscali francesi.
Espatriati e regime degli impatriati
Dipendenti e dirigenti che soddisfano i requisiti, assunti o trasferiti in Francia dopo almeno cinque anni solari di non residenza fiscale francese possono beneficiare del regime degli impatriati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo all’arrivo.
Nel rispetto delle condizioni, il regime può esentare il premio di impatrio e i redditi da lavoro relativi a determinate giornate lavorate all’estero, entro limiti complessivi. Quando il premio non è indicato contrattualmente per un dipendente assunto direttamente, può essere disponibile un’opzione forfettaria pari al 30%.
Il regime può inoltre esentare dall’imposta sul reddito il 50% di determinati dividendi, interessi, redditi da proprietà intellettuale e plusvalenze mobiliari di fonte estera. I contributi sociali e il trattamento simmetrico delle minusvalenze seguono regole separate. Il regime prevede inoltre la limitazione quinquennale dell’IFI agli immobili francesi per i nuovi residenti che soddisfano i requisiti.
La guida DGFiP sul regime degli impatriati conferma i principali benefici. L’ammissibilità dovrebbe essere pianificata prima o al momento dell’arrivo, in particolare quando il contratto di lavoro distingue tra diverse mansioni e componenti della remunerazione.
Vantaggi e svantaggi fiscali
Vantaggi
- Regime standard definito del 31,4% per numerosi rendimenti finanziari.
- Esenzione dall’imposta sul reddito nel PEA dopo cinque anni per gli investimenti qualificati.
- Differimento fiscale dell’assurance-vie e franchigia annuale dopo otto anni.
- Riporto decennale delle minusvalenze su titoli.
- I conti di risparmio regolamentati possono offrire interessi esenti.
- Nessuna imposta patrimoniale generale sui portafogli finanziari.
- Importanti agevolazioni per gli impatriati che soddisfano i requisiti.
Svantaggi
- Il PFU è aumentato dal 30% al 31,4% nel 2026.
- Contributi sul lavoro e imposta progressiva sugli stipendi sono rilevanti.
- Gli obblighi dichiarativi sui conti esteri sono estesi e le sanzioni possono essere severe.
- L’IFI può colpire i nuclei familiari con un patrimonio immobiliare superiore a 1,3 milioni di euro.
- Assurance-vie, PEA, immobili e dividendi sono soggetti a basi imponibili e regole differenti.
- Le imposte di successione e donazione possono essere elevate per beneficiari non imparentati.
Per chi può essere adatta la Francia?
La Francia può essere adatta ai residenti che utilizzano in modo consapevole PEA, assurance-vie e prodotti di risparmio regolamentati; agli investitori di lungo periodo che preferiscono una tassazione al realizzo anziché una tassazione annuale basata sul valore di mercato; e ai professionisti qualificati che si trasferiscono nel Paese e possono utilizzare il regime degli impatriati.
È meno adatta a chi cerca obblighi dichiarativi minimi, aliquote molto basse sui redditi da investimento o grandi portafogli immobiliari privi di imposizione patrimoniale annuale. Il risultato fiscale dipende in misura significativa dagli strumenti utilizzati e dalla struttura del nucleo familiare, non soltanto dall’aliquota PFU.
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Avvertenza
Questa guida ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce consulenza fiscale, legale, contabile o in materia di investimenti. Il trattamento fiscale francese dipende dal nucleo familiare, dalla residenza, dal prodotto finanziario, dal tipo di conto, dall’attività svolta e dalla posizione ai fini delle convenzioni fiscali. Aliquote e prassi amministrative possono cambiare. Prima di prendere decisioni, è opportuno verificare la propria situazione con l’Amministrazione fiscale francese o rivolgersi a un consulente qualificato.
Matias Buće ha una formazione formale in diritto amministrativo e oltre dieci anni di esperienza nello studio dei mercati globali, del forex trading e della finanza personale. La sua preparazione giuridica influenza il suo approccio agli investimenti, con particolare attenzione alla regolamentazione, alla struttura e alla gestione del rischio. Su Finorum scrive di un’ampia gamma di argomenti finanziari, dagli ETF europei alle strategie pratiche di finanza personale per gli investitori di tutti i giorni.
Sources & References
EU regulations & taxation
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- guida DGFiP sulle plusvalenze mobiliari
- guida DGFiP sul regime degli impatriati
- istruzioni ufficiali del modulo 2086
- modulo 3916/3916-bis
- normativa interna francese
- pagina ufficiale sul calcolo dell’IFI
- PFU standard
- Service-public.fr — guida Service Public sulle donazioni
- Imposta sul patrimonio immobiliare (IFI)
- regole ufficiali sull’assurance-vie
- Simulateur-ir-ifi.impots.gouv.fr — guida ufficiale alla dichiarazione 2026
- Urssaf.fr — URSSAF

